The art of losing isn't hard to master; so many things seem filled with the intent to be lost that their loss is no disaster, Lose something every day. Accept the fluster of lost door keys, the hour badly spent. The art of losing isn't hard to master. Then practice losing farther, losing faster: places, and names, and where it was you meant to travel. None of these will bring disaster. I lost my mother's watch. And look! my last, or next-to-last, of three beloved houses went. The art of losing isn't hard to master. I lost two cities, lovely ones. And, vaster, some realms I owned, two rivers, a continent. I miss them, but it wasn't a disaster. -- Even losing you (the joking voice, a gesture I love) I shan't have lied. It's evident the art of losing's not too hard to master though it may look like (Write it!) a disaster. (Elizabeth Bishop) Ci sta tutta. |
venerdì 9 marzo 2012
One art
mercoledì 7 marzo 2012
La fine?
La fine di qualcosa di desiderato può essere terribile ma almeno ci offre il modo di chiederci davvero perché abbiamo iniziato quel percorso.
Io queste domande me le sono fatte e so che te le sei fatte anche tu.
La mia risposta è stata che la mia fine me la sono cercata io perché ho capito di non essere capace di fare quello che desideravo. Ma non è il tuo caso.
Tu le capacità ce le hai ma ti sei scontrata con un sistema più grande di te.
Volevi la sua approvazione ma l'hai scoperto diverso da quello che credevi.
E' come quando una persona si rivela diversa da come l'avevi immaginata.
E in questi casi cosa mi hai sempre consigliato di fare?
Non serve considerare il giudizio negativo di chi non stimi.
Perché dovrebbe valere solo per le persone?
E' una fine, una tra le tante che ci saranno nelle nostre vite.
Non ti dico che hai una costante più preziosa su cui fare affidamento perché sembra un'edulcorazione da bambini. Però ascolta la canzone fino in fondo.
Questa è la fine
e si parte così senza avere
una risposta alle domande
che ci hanno sempre fatto dannare
come: "chi sarà mai l'idiota
che sta in testa alla coda
in corsia di sorpasso ai novanta all'ora?"
Io queste domande me le sono fatte e so che te le sei fatte anche tu.
La mia risposta è stata che la mia fine me la sono cercata io perché ho capito di non essere capace di fare quello che desideravo. Ma non è il tuo caso.
Tu le capacità ce le hai ma ti sei scontrata con un sistema più grande di te.
Volevi la sua approvazione ma l'hai scoperto diverso da quello che credevi.
E' come quando una persona si rivela diversa da come l'avevi immaginata.
E in questi casi cosa mi hai sempre consigliato di fare?
Non serve considerare il giudizio negativo di chi non stimi.
Perché dovrebbe valere solo per le persone?
E' una fine, una tra le tante che ci saranno nelle nostre vite.
Non ti dico che hai una costante più preziosa su cui fare affidamento perché sembra un'edulcorazione da bambini. Però ascolta la canzone fino in fondo.
Questa è la fine
e si parte così senza avere
una risposta alle domande
che ci hanno sempre fatto dannare
come: "chi sarà mai l'idiota
che sta in testa alla coda
in corsia di sorpasso ai novanta all'ora?"
Nessuna provetta ti dirà mai chi è il coglione in corsia di sorpasso a 90 all'ora.
"Alice non incontra altri bambini. Ma soprattutto incontra adulti. E sono spesso ambigui, mascherati.
L’infanzia ricorda i suoi tradimenti, tutti coloro che hanno detto di amarla. I cattivi non sono mai quelli che si presentano come cattivi." (Stefano Benni su Alice nel Paese delle Meraviglie).
L’infanzia ricorda i suoi tradimenti, tutti coloro che hanno detto di amarla. I cattivi non sono mai quelli che si presentano come cattivi." (Stefano Benni su Alice nel Paese delle Meraviglie).
Con alcuni tradimenti dobbiamo convivere.
L'unica cosa che possiamo fare è non diventare a nostra volta traditori.
lunedì 5 marzo 2012
I am mine
The selfish, they're all standing in line
Faithing and hoping to buy themselves time
Me, I figure as each breath goes by
I only own my mind
The North is to South what the clock is to time
There's east and there's west and there's everywhere life
I know I was born and I know that I'll die
The in between is mine
I am mine
And the feeling, it gets left behind
All the innocence lost at one time
Significant, behind the eyes
There's no need to hide
We're safe tonight
The ocean is full 'cause everyone's crying
The full moon is looking for friends at hightide
The sorrow grows bigger when the sorrow's denied
I only know my mind
I am mine
And the meaning, it gets left behind
All the innocents lost at one time
Significant, behind the eyes
There's no need to hide
We're safe tonight
And the feelings that get left behind
All the innocents broken with lies
Significance, between the lines
(We may need to hide)
And the meanings that get left behind
All the innocents lost at one time
We're all different behind the eyes
There's no need to hide
Caro Eddie, parlo a te.
Tu sai che significa sentirsi di propria proprietà (scusa il gioco di parole).
Sai cosa significa seguire solo e unicamente il proprio io senza adeguarsi a quello che gli altri vogliono, si aspettano, ci chiedono. Io per ora so solo cosa significa desiderare di vivere così.
We're all different behind the eyes
There's no need to hide
E invece c'è il bisogno di nascondersi perché ti dà forma.
E' un modellarsi per esclusione di cui non puoi dire tutto perché ti scopri. Ma i tagli li senti.
Lo senti quando tu stessa affondi il coltello e ti modelli. Sei pasta morbida nelle tue stesse mani che non hanno alcun senso di responsabilità e tagliano come se si trattasse d'altri.
Perché rimango così legata alle persone che mi hanno fatto male?
Da dove scaturisce questo masochismo?
Io non sono mia.
Sono di tutti.
Sono di chi ti dà un consiglio, di chi ti muove una critica, di chi ti lascia un libro, di chi ti manda un link con un'offerta di lavoro, di chi arriva con le sue vittorie dove tu hai abbandonato, di chi ti dice che quel libro è bellissimo, di chi ti dice che lo spagnolo è fantastico, di chi ti dice che lì si vive bene e lì si vive male, di chi mi vuole brava figlia e futura ottima madre, di chi mi dice che sono una bella ragazza (ma guarda caso te lo dicono sempre gli amici), sono di chi ascolta solo un certo tipo di musica, di chi non fa differenze, di chi giudica prima di vedere e di chi è sempre così entusiasta che mo gli parte un embolo, sono di chi pensa che si possa salvare il mondo con un naso rosso da pagliaccio, di chi si regala quaderni sotto una luce che potrebbe essere romantica, di chi si ubriaca e va alle feste fighe, di chi fa foto e legge tanti libri, di chi sa la storia, di chi sa come si prende un aereo senza sentirsi sempre alla prima volta, di chi ha fatto tanti stage e tanti lavori, di chi sa tante lingue, di chi ha già dato (li mortacci tua), di chi sa cantare suonare e ballare, di chi ama la propria terra, di chi ha una bella famiglia, di chi ha un bello specchio, di chi mangia con piacere e di chi è bulimico, di chi è sazio e di chi è affamato, sono di chi racconta e parla e parla e parla, sono maledettamente di chi pensa di avere la valigia dietro la porta e subito dopo una montagna.
Sono questo perché non sono questo. E' il puzzle più brutto che non ho scelto di fare.
I only know my mind. And my heart.
'Notte Eddie.
Faithing and hoping to buy themselves time
Me, I figure as each breath goes by
I only own my mind
The North is to South what the clock is to time
There's east and there's west and there's everywhere life
I know I was born and I know that I'll die
The in between is mine
I am mine
And the feeling, it gets left behind
All the innocence lost at one time
Significant, behind the eyes
There's no need to hide
We're safe tonight
The ocean is full 'cause everyone's crying
The full moon is looking for friends at hightide
The sorrow grows bigger when the sorrow's denied
I only know my mind
I am mine
And the meaning, it gets left behind
All the innocents lost at one time
Significant, behind the eyes
There's no need to hide
We're safe tonight
And the feelings that get left behind
All the innocents broken with lies
Significance, between the lines
(We may need to hide)
And the meanings that get left behind
All the innocents lost at one time
We're all different behind the eyes
There's no need to hide
Caro Eddie, parlo a te.
Tu sai che significa sentirsi di propria proprietà (scusa il gioco di parole).
Sai cosa significa seguire solo e unicamente il proprio io senza adeguarsi a quello che gli altri vogliono, si aspettano, ci chiedono. Io per ora so solo cosa significa desiderare di vivere così.
We're all different behind the eyes
There's no need to hide
E invece c'è il bisogno di nascondersi perché ti dà forma.
E' un modellarsi per esclusione di cui non puoi dire tutto perché ti scopri. Ma i tagli li senti.
Lo senti quando tu stessa affondi il coltello e ti modelli. Sei pasta morbida nelle tue stesse mani che non hanno alcun senso di responsabilità e tagliano come se si trattasse d'altri.
Perché rimango così legata alle persone che mi hanno fatto male?
Da dove scaturisce questo masochismo?
Io non sono mia.
Sono di tutti.
Sono di chi ti dà un consiglio, di chi ti muove una critica, di chi ti lascia un libro, di chi ti manda un link con un'offerta di lavoro, di chi arriva con le sue vittorie dove tu hai abbandonato, di chi ti dice che quel libro è bellissimo, di chi ti dice che lo spagnolo è fantastico, di chi ti dice che lì si vive bene e lì si vive male, di chi mi vuole brava figlia e futura ottima madre, di chi mi dice che sono una bella ragazza (ma guarda caso te lo dicono sempre gli amici), sono di chi ascolta solo un certo tipo di musica, di chi non fa differenze, di chi giudica prima di vedere e di chi è sempre così entusiasta che mo gli parte un embolo, sono di chi pensa che si possa salvare il mondo con un naso rosso da pagliaccio, di chi si regala quaderni sotto una luce che potrebbe essere romantica, di chi si ubriaca e va alle feste fighe, di chi fa foto e legge tanti libri, di chi sa la storia, di chi sa come si prende un aereo senza sentirsi sempre alla prima volta, di chi ha fatto tanti stage e tanti lavori, di chi sa tante lingue, di chi ha già dato (li mortacci tua), di chi sa cantare suonare e ballare, di chi ama la propria terra, di chi ha una bella famiglia, di chi ha un bello specchio, di chi mangia con piacere e di chi è bulimico, di chi è sazio e di chi è affamato, sono di chi racconta e parla e parla e parla, sono maledettamente di chi pensa di avere la valigia dietro la porta e subito dopo una montagna.
Sono questo perché non sono questo. E' il puzzle più brutto che non ho scelto di fare.
I only know my mind. And my heart.
No Eddie, niente grandi propositi del tipo "da oggi darò io forma a me stessa".
Perché sono anche di questo fare buoni propositi e mi sono strarotta il cazzo!
Per fortuna che ho scritto a te, perché queste parole non le capirebbe nessuno.'Notte Eddie.
martedì 28 febbraio 2012
Promemoria
- Ricordarsi di passare più tempo con le persone a cui si vuole bene.
- A volte i corollari si rivelano inaspettati e sgradevoli.
- I momenti di merda tornano sempre quando meno te lo aspetti e forse è per questo che vivi con la tachicardia.
mercoledì 22 febbraio 2012
Here's the funny thing...
...in my own crazy way, I was kinda happy.
For the first time in years there was no little part of me clinging to the dream of being with Robin
which meant for the first time in years the world was wide open.
Because, kids, when a door closes, well, you know the rest...
(Ted Mosby)
For the first time in years there was no little part of me clinging to the dream of being with Robin
which meant for the first time in years the world was wide open.
Because, kids, when a door closes, well, you know the rest...
(Ted Mosby)
giovedì 2 febbraio 2012
Wislawa
L'altro giorno ho appeso sull'anta dell'armadio questa tua poesia che rispecchia la frustrazione di questo periodo. Come si scrive un curriculum? Come si può pretendere di capire una persona dopo la trasformazione in numeri, vie, date e nomi di un'esperienza così intensa come la vita che hai vissuto fino a quel momento?
Non amo la poesia e non mi è mai riuscito di capire cosa si definisse poesia e cosa no.
Però so che queste parole mi rimangono dentro ogni volta che le leggo e questo mi succede con pochi.
E' con le tue parole che ti saluto. Non ne ho di mie per esprimere il dolore in modo leggero come sapevi fare tu. Non ho mai avuto molta abilità a scrivere ma ho smesso di viverlo come un cruccio.
Che cos'e' necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e' vissuto
e' bene che il curriculum sia breve.
E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di piu' chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perche'.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non cio' che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.
"Amore a prima vista" è legata al ricordo di un momento in cui ho capito che ero rinata e che potevo amare aldilà di chi mi fosse stato a fianco.
Perché nonostante il tuo ateismo e la tua razionalità, di fronte all'amore non puoi credere che sia tutto casuale. Abbiamo bisogno di un disegno che rende tutto magico, perché non è possibile che quelle anime si siano ignorate fino a quel momento.
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
Non amo la poesia e non mi è mai riuscito di capire cosa si definisse poesia e cosa no.
Però so che queste parole mi rimangono dentro ogni volta che le leggo e questo mi succede con pochi.
E' con le tue parole che ti saluto. Non ne ho di mie per esprimere il dolore in modo leggero come sapevi fare tu. Non ho mai avuto molta abilità a scrivere ma ho smesso di viverlo come un cruccio.
Che cos'e' necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e' vissuto
e' bene che il curriculum sia breve.
E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di piu' chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perche'.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non cio' che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.
"Amore a prima vista" è legata al ricordo di un momento in cui ho capito che ero rinata e che potevo amare aldilà di chi mi fosse stato a fianco.
Perché nonostante il tuo ateismo e la tua razionalità, di fronte all'amore non puoi credere che sia tutto casuale. Abbiamo bisogno di un disegno che rende tutto magico, perché non è possibile che quelle anime si siano ignorate fino a quel momento.
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
Chi lascia un vuoto quando se ne va significa che ha riempito una vita quando era qui. Leggera.
giovedì 26 gennaio 2012
Il mondo in una stanza
Quando compi 30 anni cambia tutto. O meglio ti accorgi che sei cambiata tu.
All'inizio è tragico, ma poi ti scopri e ti rendi conto che sei proprio una bella persona.
E' cambiato il tuo rapporto con gli oggetti, con gli spazi.
Per la prima volta vedi la tua dimensione. Non progetti, viaggi, fughe. La tua dimensione.
In cui ogni angolo ha un perché, ogni oggetto una storia e un legame affettivo con quei percorsi che ti hanno portato a essere quella che sei. Ogni minuto dedicato a pulire la tua stanza, a curare la tua piantina, a colorare la tua parete, a ordinare il tuo armadio, a scegliere il fermalibri, ad abbinare due soprammobili, ad appendere foto e poesie e citazioni di libri, significa costruire la tua dimensione.
Troppo facile chiamarlo "spazio". Per quanto mi riguarda lo spazio si trova al di fuori dell'atmosfera terrestre e non ha niente a che vedere con questa casa che è la mia dimensione.
E sì, mi permetto di parlare di "casa" anche se il mio affitto comprende solo una stanza.
Perché quando hai 30 anni (e sei stracazzofelice di averli) la tua dimensione inonda tutto.
E non capisci come facciamo gli altri, "giovani", a non capirlo.
Forse questo ti crea qualche problema di relazione, sopratutto quando hai una coinquilina viveur che non alza un dito dentro casa, ma te ne strafotti perché hai 30 anni e quindi il mondo è tuo. E "loro" ne hanno ancora 26, 27, 28, 29 e non capiscono un cazzo.
Cosa puoi saperne tu, vile ventisettenne, del piacere che si prova a comprare un vaso del colore che cercavi e a metterlo nell'ingresso così da rendere piacevole il rientro a casa?
Cosa ne sai tu, vile ventottenne, di cosa significa ritrovare al rientro a casa gli oggetti che simboleggiano la tua crescita difficile e dolorosa ma così maledettamente utile? Quel libro regalo di una cara amica, quel girasole preso in un momento di gioia infinita, quelle foto nascoste in un cassetto, quelle tende prese il giorno in cui sei arrivata, quella scarpiera e quell'armadio che hai montato da sola come se fosse stata la sfida più importante in quel momento, quel sacchetto di carta con una borsa di lana che stai creando tu con l'uncinetto e ogni piccolo dettaglio che non è una cosa, è una parte di te.
Cosa ne sai tu, vile ventinovenne (per te è ancora peggio perché sei vicino ai 30 anni ma ancora sei come chi sta nella ventina per cui fatti poco il ganzo) di cosa significa avere qualcosa da lasciare?
Fidati che la sensazione non è la stessa prima dei 30 anni.
Anche tu provi queste cose ma le provi prima di un varco di cui non conosci neanche l'esistenza.
D'altronde lo vedi solo quando lo superi e ti giri indietro.
Comunque scherzo, non è una questione di 30 anni (ma anche sì). E' che è il momento di essere pienamente coscienti della propria dimensione e sopratutto, di imparare a rispettarla.
Perché se tu non sai quanta fatica mi è costata, be' lo so io. E il mio tempo non vale meno del tuo, il mio impegno non vale meno del tuo, la mia rabbia e la mia preoccupazione non valgono meno delle tue.
E' il momento di rimboccarsi le maniche per sé stessi stavolta, è stato facile combattere per gli altri o per altre cose. Più difficile combattere per la propria di felicità.
E se la mia felicità adesso passa per una cazzo di camera in ordine e di casa pulita, tu, caro ventineccetera, te ne vai affanculo. Senza neanche i saluti.
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